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UE, Fitto: Niente giubilo, ottenuto il minimo e le risorse arriveranno nella primavera 2021

21 luglio 2020

Di seguito la dichiarazione del co-presidente del gruppo europeo ECR-FRATELLI D’ITALIA e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Raffaele Fitto

“Essere riusciti a difendere gli 82 miliardi di euro di sussidi è un dato sicuramente positivo, ma nessun festeggiamento: è il risultato minimo che il Premier Conte potesse raggiungere dopo mesi di proclami. Anzi leggendo bene il testo dell’accordo restano molte perplessità, che rischiano di penalizzare il nostro Paese nel lungo periodo.
Innanzitutto, il giubilo di molti stride con la dura realtà dei fatti. La risposta dell’Unione è stata lenta e i finanziamenti arriveranno solo nella primavera 2021, quando molte imprese avranno chiuso e molti cittadini avranno perso il loro posto di lavoro. Inoltre, queste risorse saranno fortemente legate a condizionalità, ovvero dovranno avere l’approvazione di Bruxelles, e l’introduzione di un silente meccanismo di veto rischia di bloccarne e ritardarne ulteriormente l’utilizzo.
Lascia allo stesso tempo perplessi l’azione del Governo che ha puntato sul Recovery Fund abbandonando completamente la proposta del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP). L’accordo vede prevalere la posizione dei cosiddetti ‘frugali’ con un bilancio 2021-2027 che rispecchia la formulazione pre-Covid, e prevede tagli rispetto al programma precedente (2014-2020) in particolare per la politica di coesione e per la politica agricola. Tagli che andranno a colpire settori particolarmente afflitti dalla crisi Covid 19, ma che quando termineranno le risorse temporanee del Next Generation EU rischieranno di penalizzare ulteriormente le nostre economie.
Infine, non si decide sulle tasse riguardanti i grandi colossi del digitale, o le speculazioni finanziarie, ma viene imposta dal 1° gennaio 2021 la plastic-tax con maggiori oneri per imprese e cittadini.
Ora il Governo italiano sappia davvero utilizzare queste risorse, non si faccia condizionare da scelte altrui, e non si perda nei meandri di tavoli tecnici e task force come annunciato dalle parole del Presidente del Consiglio”.

UE, Fitto: Niente giubilo, ottenuto il minimo e le risorse arriveranno nella primavera 2021

21 luglio 2020

Di seguito la dichiarazione del co-presidente del gruppo europeo ECR-FRATELLI D’ITALIA e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Raffaele Fitto

“Essere riusciti a difendere gli 82 miliardi di euro di sussidi è un dato sicuramente positivo, ma nessun festeggiamento: è il risultato minimo che il Premier Conte potesse raggiungere dopo mesi di proclami. Anzi leggendo bene il testo dell’accordo restano molte perplessità, che rischiano di penalizzare il nostro Paese nel lungo periodo.
Innanzitutto, il giubilo di molti stride con la dura realtà dei fatti. La risposta dell’Unione è stata lenta e i finanziamenti arriveranno solo nella primavera 2021, quando molte imprese avranno chiuso e molti cittadini avranno perso il loro posto di lavoro. Inoltre, queste risorse saranno fortemente legate a condizionalità, ovvero dovranno avere l’approvazione di Bruxelles, e l’introduzione di un silente meccanismo di veto rischia di bloccarne e ritardarne ulteriormente l’utilizzo.
Lascia allo stesso tempo perplessi l’azione del Governo che ha puntato sul Recovery Fund abbandonando completamente la proposta del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP). L’accordo vede prevalere la posizione dei cosiddetti ‘frugali’ con un bilancio 2021-2027 che rispecchia la formulazione pre-Covid, e prevede tagli rispetto al programma precedente (2014-2020) in particolare per la politica di coesione e per la politica agricola. Tagli che andranno a colpire settori particolarmente afflitti dalla crisi Covid 19, ma che quando termineranno le risorse temporanee del Next Generation EU rischieranno di penalizzare ulteriormente le nostre economie.
Infine, non si decide sulle tasse riguardanti i grandi colossi del digitale, o le speculazioni finanziarie, ma viene imposta dal 1° gennaio 2021 la plastic-tax con maggiori oneri per imprese e cittadini.
Ora il Governo italiano sappia davvero utilizzare queste risorse, non si faccia condizionare da scelte altrui, e non si perda nei meandri di tavoli tecnici e task force come annunciato dalle parole del Presidente del Consiglio”.

UE, Fitto: Niente giubilo, ottenuto il minimo e le risorse arriveranno nella primavera 2021

21 luglio 2020

Di seguito la dichiarazione del co-presidente del gruppo europeo ECR-FRATELLI D’ITALIA e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Raffaele Fitto

“Essere riusciti a difendere gli 82 miliardi di euro di sussidi è un dato sicuramente positivo, ma nessun festeggiamento: è il risultato minimo che il Premier Conte potesse raggiungere dopo mesi di proclami. Anzi leggendo bene il testo dell’accordo restano molte perplessità, che rischiano di penalizzare il nostro Paese nel lungo periodo.
Innanzitutto, il giubilo di molti stride con la dura realtà dei fatti. La risposta dell’Unione è stata lenta e i finanziamenti arriveranno solo nella primavera 2021, quando molte imprese avranno chiuso e molti cittadini avranno perso il loro posto di lavoro. Inoltre, queste risorse saranno fortemente legate a condizionalità, ovvero dovranno avere l’approvazione di Bruxelles, e l’introduzione di un silente meccanismo di veto rischia di bloccarne e ritardarne ulteriormente l’utilizzo.
Lascia allo stesso tempo perplessi l’azione del Governo che ha puntato sul Recovery Fund abbandonando completamente la proposta del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP). L’accordo vede prevalere la posizione dei cosiddetti ‘frugali’ con un bilancio 2021-2027 che rispecchia la formulazione pre-Covid, e prevede tagli rispetto al programma precedente (2014-2020) in particolare per la politica di coesione e per la politica agricola. Tagli che andranno a colpire settori particolarmente afflitti dalla crisi Covid 19, ma che quando termineranno le risorse temporanee del Next Generation EU rischieranno di penalizzare ulteriormente le nostre economie.
Infine, non si decide sulle tasse riguardanti i grandi colossi del digitale, o le speculazioni finanziarie, ma viene imposta dal 1° gennaio 2021 la plastic-tax con maggiori oneri per imprese e cittadini.
Ora il Governo italiano sappia davvero utilizzare queste risorse, non si faccia condizionare da scelte altrui, e non si perda nei meandri di tavoli tecnici e task force come annunciato dalle parole del Presidente del Consiglio”.

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