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Programma elettorale

Salute e Welfare.

La Puglia che funziona è una Puglia in salute e che non lascia solo nessuno.

La situazione oggi:

La sanità in Puglia è in grande e pericolosissima confusione e la responsabilità è del governo regionale del centrosinistra degli ultimi 15 anni. Solo con l’ultima giunta regionale presieduta da Michele Emiliano negli ultimi 5 anni sono stati tagliati 358 posti letto, chiusi 6 Ospedali e ne sono stati costruiti zero, le liste d’attesa sono diventate ancora più lunghe e decine di migliaia di pugliesi sono costretti ai viaggi speranza per potersi curare. La Regione Puglia per questo motivo perde in media oltre 200 milioni all’anno. Nel 2019 ne ha persi addirittura 211. La Puglia è maglia nera in Italia anche per la spesa farmaceutica (acquisti diretti-ospedaliera) che è fuori controllo e nel 2019 ha superato il tetto di spesa fissato per tutte le regioni per oltre 200 milioni di euro il tesso del 6,69% fissato a livello nazionale. Questo ha comportato riduzioni di spesa per altri settori dell’assistenza, quali le prestazioni specialistiche, quelle ospedaliere, quelle delle strutture accreditate ecc., con l’aggravio delle liste di attesa.
Oltre a tutto questo, Michele Emiliano sostiene di aver gestito bene l’emergenza Covid. La realtà dei fatti è che secondo l’ultimo monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità dell’11 settembre 2020, la Puglia è la terza regione in Italia con il più alto indice di trasmissibilità (1,21). Solo la Provincia di Trento e la Sardegna fanno peggio.

Cosa faremo:

La Sanità, attraverso apposite sessioni di approfondimento e condivisione, deve mettere prioritariamente gli operatori sanitari al centro del momento decisionale e le scelte devono essere necessariamente legate al parere vincolante degli stessi, attese le loro specifiche competenze nell’individuare puntualmente i bisogni dei cittadini. Particolare riguardo deve essere posto al mondo dei giovani medici, infermieri ed operatori sanitari per una migliore efficacia della gestione della Salute, specie in un momento di emergenza, con una medicina territoriale capillare, che sfrutti strategicamente anche la grande rete delle farmacie private convenzionate del SSN in quanto punti di primo presidio sanitario su tutto il territorio pugliese, pronta a rispondere alle reali esigenze dei cittadini grazie a un sempre più ampio impiego della telemedicina con il supporto dell’intelligenza artificiale, con un serio piano per la gestione dell’emergenza COVID e di future emergenze e maxi-emergenze. Finalmente avremo una sintesi di Didattica, Ricerca ed Assistenza. È fondamentale varare al più presto un Piano Sanitario Regionale che manca da due legislature a causa del Piano di Rientro che ha soffocato l’autonomia regionale, finalizzato a colmare le disuguaglianze di salute anche utilizzando le risorse specifiche per la Sanità che la Commissione europea ha messo a disposizione e valorizzando le specifiche competenze delle professioni Sanitarie in una prospettiva di sinergia interprofessionale. In tale contesto sosterremo gli investimenti sull’innovazione tecnologica e scientifica: chirurgia robotica, cyber-knife e gamma-knife e medicina di precisione e medicina predittiva, Pharmaceutical Care. Dobbiamo rispondere ai nuovi bisogni di salute della popolazione legati all’invecchiamento che compor-ta la riduzione e spesso la perdita dell’autosufficienza. Per questo si investirà nella prevenzione e la promozione della salute, perché occorre fare diagnosi precoce delle malattie croniche e degenerative e intervenire tempestivamente nella diagnosi e nella cura di tumori. In questo scenario, è necessario spostare l’attenzione da misure di welfare ex-post ad altre di investimento, focalizzate, soprattutto, su una rete di servizi stabili e che possano sostenere l’autodeterminazione dei cittadini nel rispondere al meglio alle difficoltà sociali e ambientali che affronteranno.

Come lo faremo:

Coinvolgeremo i rappresentanti dei medici pugliesi operanti nel territorio, quelli operanti nelle Facoltà universitarie di Medicina, negli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, in Ospedali altamente qualificati, nelle scuole per le Professioni Sanitarie, i farmacisti e la rete delle farmacie territoriali unitamente al Dipartimento di scienze del Farmaco.

Questi saranno il primo interlocutore determinante da porre alla base delle scelte sui temi urgenti come abbattimento delle liste di attesa, finanziamento del SSR, prevenzione, ospedale flessibile, territorio-cronicità, emergenza-urgenza, formazione verso il Politecnico della Salute, tutela degli operatori sanitari dai rischi di responsabilità professionale, tutela della parità di genere e dei giovani, diffusione dell’impiego dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali. Rafforzeremo le potenzialità formativa delle facoltà di medicina e chirurgia attraverso la clinicizzazione di strutture ospedaliere del territorio al fine di aumentare i posti per la formazione dei medici e degli operatori delle professioni sanitarie e fronteggiarne la carenza. Saranno promosse politiche integrate intersettoriali con il coinvolgimento del sistema agricolo e di produzione degli alimenti, con l’industria, commercio e ambiente.

Valorizzeremo il ruolo chiave dei Medici di Medicina Generale.
Realizzeremo una rete integrata di servizi in ogni ambito distrettuale finalizzata all’erogazione delle cure primarie con il fine di garantire la continuità dell’assistenza, l’individuazione e l’intercettazione della domanda di salute con la presa in carico dell’utente e il governo dei percorsi sanitari e sociali, in una rigorosa linea di appropriatezza degli interventi e di sostenibilità economica.

Interverremo per ripristinare un adeguato numero di posti letto, distribuiti negli ambiti sanitari e di cura necessari a rispondere alle esigenze del territorio.
Creeremo posti letto destinati alle cure intermedie con un’equa distribuzione su tutto il territorio regionale. Manterremo i posti aggiuntivi di terapia intensiva realizzati nel corso della pandemia mettendoli a disposizione della protezione civile regionale e nazionale.

Implementeremo azioni concrete per ridurre i tempi delle liste di attesa per la diagnosi.
Riattiveremo immediatamente le visite ambulatoriali programmate per malattie diverse dal Covid, gli screening oncologici e i controlli propedeutici alle attività chirurgiche, secondo classi di priorità. Le ASL e le Aziende miste dovranno redigere un piano dell’attività, ove occorra anche attraverso il ricorso al privato accreditato. Incentiveremo l’uso della telemedicina per medici di base e pediatri di famiglia per le visite di controllo e follow up, mentre per le prime visite e per le visite che richiedono la presenza fisica implementeremo un sistema di prenotazione efficiente che consentirà di evitare l’affollamento delle sale di attesa, con particolare riguardo alle categorie più deboli e alle persone con disabilità.

Vareremo un piano di potenziamento della rete ospedaliera regionale.
Lo scopo sarà quello di assicurare la più alta professionalità possibile, una migliore risposta alle maxi emergenze, in particolare di tipo epidemico, la disponibilità di posti letto in terapia intensiva e in aree di assistenza ad alta intensità di cure, l’utilizzo di tale disponibilità di posti letto aggiuntivi sia per il ricovero di pazienti con quadro clinico derivante dall’epidemia, sia per le altre tipologie di ricoveri non rimandabili.

Verranno implementate ulteriori misure di sorveglianza sanitaria.
Lo scopo è quello di contenere e mitigare l’espansione della malattia infettiva, che attualmente ci chiede di tenere alta l’attenzione, soprattutto per la popolazione più fragile ed esposta al rischio di contagio, come anziani e disabili, per evitare che diventino focolai pericolosi per i pazienti e per chi vi lavora.

Sosterremo la formazione continua e l’aggiornamento periodico in ambito sanitario.
Potenzieremo e promuoveremo corsi di formazione per operatori sanitari, inclusi i veterinari, in accordo con gli Ordini professionali per aggiornare gli operatori e adeguare le professionalità ai bisogni dei cittadini-utenti.

Prevederemo misure di assistenza e supporto continuo ai malati.
L’equità di accesso alle prestazioni sanitarie indipendentemente dal luogo di residenza sarà un fondamentale obiettivo insieme all’umanizzazione dell’assistenza. Ogni paziente dovrà essere una persona e non un numero, obiettivo da realizzare attraverso un più corretto e leale rapporto col sistema sanitario. Garantiremo inoltre il supporto psicologico ai pazienti colpiti dalla malattia, sia in ambito ospedaliero che domiciliare e nelle strutture territoriali.

Creeremo una rete di strutture e servizi di assistenza territoriale.
Questa rete sarà di supporto e alternativa all’ospedale attraverso servizi di assistenza domiciliare, hospice per malati terminali, centri di riabilitazione psichiatrica per l’autismo e le nuove dipendenze patologiche da gioco d’azzardo e da VDT.

Istituiremo un Centro Unico Regionale per la Disabilità(CUD).
Il CUD sarà articolato in sei centri provinciali patologia-dedicati e costituirà il primo punto di riferimento nel Mezzogiorno per i cittadini con disabilità, per le rispettive famiglie e per i caregiver. Il Centro avrà il compito di coordinarsi con le istituzioni locali al fine di creare una rete territoriale volta ad accompagnare il cittadino con disabilità nei percorsi sociali, medico-sanitari, amministrativi e tecnici. Lo scopo è di garantire una
più efficace protezione e soddisfazione dei diritti della persona abbattendo le diseguaglianze ancora in essere. Il Centro, inoltre, avrà la funzione di potenziare la riabilitazione e l’assistenza protesica per rafforzare il reinserimento lavorativo e sociale della persona disabile.

Potenzieremo il sistema di welfare per l’inclusione sociale.
Promuoveremo e rafforzeremo il coordinamento diretto con tutte le istituzioni responsabili per garantire il trasporto pubblico, l’accesso agli uffici, l’assistenza, l’inserimento e l’orientamento nel mondo del lavoro e lo sport a tutte le persone con disabilità supportando le famiglie in tutte le azioni necessarie per assicurare l’inclusione sociale.

Attiveremo il “digital twin” dello “stato di salute pugliese”.
Realizzeremo la digitalizzazione di tutti i dati riguardanti la sanità regionale, sostituendo progressivamente tutti gli archivi cartacei che vengono utilizzati ancora in molti reparti.

Creeremo un polo di eccellenza per lo studio delle malattie da danno ambientale e per la pediatria.
Costituiremo a Taranto un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in coordinamento con il Ministero della Salute, specializzato in malattie derivanti da danno ambientale, oltre che un “Politecnico della Salute”, analogo a quello già operativo oggi a Milano. Realizzeremo inoltre il Gaslini della Puglia al Giovanni XXIII (ospedaletto dei bambini) trasformandolo in IRCCS affinché sia dotato di gestione autonoma e distaccata dal Policlinico e con propria dotazione generale e con direzione scientifica per la ricerca.

Politica del farmaco e assistenza farmaceutica.
Potenzieremo l’assistenza farmaceutica in sinergia con i Farmacisti e con gli altri professionisti sanitari. A tal fine risponde indubbiamente il progetto della Farmacia dei servizi, recepito a livello normativo dalla L. 69/2009, dal D.Lgs. 153/2009 e dai relativi decreti attuativi. Tale percorso evolutivo, attraverso la Pharmaceutical Care, il tempestivo aggiornamento del PTR, la valorizzazione della capillare rete delle farmacie di comunità, quale fondamentale presidio polifunzionale del territorio, il potenziamento delle funzioni delle farmacie ospedaliere e dei servizi farmaceutici, il superamento delle criticità legate alla centralizzazione della distribuzione ospedaliera (principale causa dello splafonamento dei tetti di spesa), consentendo:

– la continuità assistenziale ospedale-territorio;
– l’ottimizzazione dell’investimento nei trattamenti farmacologici;
– il maggiore coinvolgimento e consapevolezza del paziente nell’alleanza terapeutica (empowerment);
– il governo della spesa e il contrasto degli sprechi e dei costi sanitari prevenibili;
– il raggiungimento degli obiettivi terapeutici predefiniti (certezza dell’efficacia);
– il miglioramento della qualità della vita del paziente;
– sviluppo di team pluridisciplinari e di sinergie interprofessionale (medici, farmacisti e infermieri).

Assistenza infermieristica
Occorre rilanciare il ruolo dell’Infermiere, delle professioni sanitarie e delle figure di supporto, attraverso la definizione di “modelli organizzativi” e “standard di personale” determinati sul reale fabbisogno del proprio sistema sanitario. In tema di politiche del personale saranno definite procedure trasparenti e coerenti con il fabbisogno del sistema sanitario, anche al fine superare ogni forma di precarietà. Sarà stabilito un rapporto stabile di interlocuzione con gli organismi (Ordini) di rappresentanza delle professioni sanitarie per condividere scelte di politica sanitaria adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. Rinnoveremo i protocolli d’Intesa con le Università per la formazione delle professioni sanitarie adeguandoli all’attuale ordinamento universitario. Implementeremo e sosterremo programmi di formazione continua del personale sanitario. Una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale, per cure adeguate a migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie a tutela della salute dei cittadini

Emergenza Covid
Vareremo un piano per la gestione dell’emergenza sanitaria che includerà questi punti fondamentali:

– Saranno razionalizzati e rimarranno attivi davanti a tutti gli ospedali i pre-triage e resteranno in vigore tutte le procedure di sicurezza per gli accessi agli ospedali.
– Resterà attiva la divisione tra reparti Covid e non-Covid negli ospedali, con percorsi e personale dedicato e resteranno obbligatorie tutte le procedure di sicurezza anche per coloro che lavorano nei settori amministrativi.
– Verrà razionalizzata l’operatività delle USCA, le unità speciali di continuità assistenziale, costituite almeno in rapporto congruo rispetto al numero di abitanti assistito.
– Ai cittadini e alle loro organizzazioni rappresentative sarà garantita la partecipazione attiva al percorso in modo che la percezione del cittadino costituisca elemento di miglioramento della qualità.