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Programma elettorale

Fondi Europei.

La Puglia che funziona è una Puglia che valorizza al massimo le opportunità dei fondi europei.

La situazione oggi:

Molteplici recenti rapporti sul Mezzogiorno hanno evidenziato ancor più quanto già conosciuto: all’obsolescenza delle infrastrutture si aggiunge la lentezza nella spesa dei fondi europei e l’inefficienza della macchina amministrativa. Con Emiliano presidente, infatti, a fronte di oltre 7 miliardi di euro disponibili da spendere nel periodo 2014-2020, al 30 aprile 2020 risultano spese risorse per circa 3,5 miliardi di euro. In tema di fondi nazionali per lo sviluppo e la coesione per la programmazione 2014-2020 ad oggi risultano spesi solo 52 milioni dei 2,7 miliardi disponibili, relegando la nostra Regione in
fondo alla classifica nazionale per capacità di impiego e spesa delle risorse.

Cosa faremo:

La Regione Puglia e tutti i cittadini pugliesi devono tornare a contare, in Italia e in Europa, e a pretendere le giuste risorse per affrontare le nuove sfide che ci attendono. Pertanto, la Regione Puglia tornerà a presentarsi a testa alta, in ogni sede, per affrontare al meglio ogni opportunità e per difendere primariamente l’interesse dei propri cittadini. La Puglia spenderà tutte le risorse pubbliche, derivanti dall’Europa, dallo Stato e proprie e lo farà per generare lavoro e migliorare i servizi pubblici. In sostanza, bisogna avviare, senza indugio, tutte le azioni necessarie per rimuovere lunghe e farraginose
procedure burocratiche e inefficienze, per poter realizzare opere e attività per creare vero sviluppo. La promessa è quella di non limitarsi a esultare perché abbiamo speso un euro, ma affiancare sempre la spiegazione di come quell’euro serve a generare più lavoro, più inclusione sociale, più innovazione, più competitività, più servizi pubblici, più felicità. Spendere risorse soltanto per bonus a tempo o peggio per mance elettorali, senza fissare obiettivi di trasformazione duraturi e misurabili, significa solo bruciare risorse e fare debito che i nostri figli dovranno pagare. La promessa è quella di usare la spesa pubblica come leva per costruire un reale sviluppo economico effettivo e inclusivo. La spesa pubblica regionale nei prossimi 5 anni deve essere “generativa” ossia realizzare o facilitare progetti strutturali, qualificanti e misurabili in termini di posti di lavoro, specie per le fasce più deboli come donne e giovani.

Come lo faremo:

Creeremo un presidio unico per l’attuazione di tutti i progetti finanziati che controlli tutto l’iter delle misure adottate
Questo presidio unico attraverso l’utilizzo di strumenti di digitalizzazione assicurerà il costante monitoraggio di tutti i procedimenti amministrativi e agirà tempestivamente in caso di mancato o ritardato avvio delle istruttorie.

Renderemo più veloci e standardizzate tutte le procedure di attrazione dei progetti
In primo luogo la Regione non sarà un ostacolo allo sviluppo ma avrà una funzione di impulso e coordinamento. In tal senso sul modello “intervento speciale Alenia” la Regione opererà in raccordo con tutte le amministrazioni interessate affinché queste ultime si impegnino sin dalla data di proposta dell’intervento ad adottare tutti gli atti necessari ad assicurare l’attivazione dell’intervento nei tempi previsti.

Riprogrammeremo le risorse non spese per renderle coerenti con le nuove esigenze post-covid e creeremo un fondo di progettazione per l’avvio di nuovi progetti da finanziare con risorse della programmazione 2021-2027
La nostra regione nei prossimi dieci mesi sarà chiamata a fare uno sforzo importante nella programmazione delle risorse del nuovo ciclo di programmazione 2021-2027. Per poter impegnare le risorse in maniera efficiente ed efficace occorrerà intervenire immediatamente su tutti i colli di bottiglia che oggi impediscono o rallentato l’attuazione delle politiche di sviluppo.

Promuoveremo la programmazione e l’attuazione della strategia per lo sviluppo delle Aree Interne regionali
Prevederemo specifiche misure per incentivare e sostenere la piccola imprenditoria e l’artigianato, per garantire l’accesso e la mobilità da e verso le aree interne, per assicurare i servizi di welfare e sanità, nonché per sviluppare il turismo e l’agricoltura.